PALESTRA RIABILITATIVA

Le qualità terapeutiche dell’esercizio fisico, le moderne metodiche di kinesiologia applicata, le competenze di un equipe multidisciplinare, i programmi più efficaci di preparazione e recupero.

Trazione Lombare Attiva

La trazione lombare attiva è la diretta discendente della tecnica svedese di autotrazione, un trattamento meccanico del dolore sia lombare sia sciatico sostenuto da cause meccanico-compressive benigne.

Rientrano in questa definizione le classiche sindromi radicolari da protrusione o ernia discale, laterale o mediana, contenuta o espulsa, singola o multipla, così come le insidiose sindromi da canale ristretto in cui il doloro lombo-sciatico si accompagna a forme di claudicazione che ricordano le forme vascolari; possono essere trattati con successo anche pazienti con postumi, esiti o recidive di pregressi interventi chirurgici.

La metodica è stata introdotta in Italia nel 1985 e poi originalmente modificata; consiste in uno speciale lettino fisioterapico diviso trasversalmente. La parte caudale del lettino può essere inclinata lentamente verso l’alto o verso il basso e ruotata verso destra o verso sinistra attraverso un servo-meccanismo elettrico azionato dal terapista, così da posizionare o mobilizzare tridimensionalmente la colonna lombosacrale del paziente.

Il lettino è provvisto di speciali barre verticali e trasversali; alcune sono poste sulla sezione craniale, per cui il paziente vi si può aggrappare “tirandosi” ed esercitando così degli sforzi di “trazione lombare attiva”; altre barre sono poste nella sezione caudale del lettino, così che il paziente può spingere o tirare utilizzando gli arti inferiori.

Le indicazioni della trazione lombare sono: cervicalgia, dorsalgia, lombalgia, ernie discali, stenosi del canale vertebrale, spondilolistesi.
Nelle trazioni lombari rientrano anche i trattamenti eseguiti con attrezzi quali la Panca ad inversione e la Pancafit®.

Ginnastica medica

La ginnastica medica comprende un’ampia gamma di tecniche di attività motoria, attiva o passiva, con ripercussioni sull'apparato locomotore, sulla respirazione, sulla circolazione e quindi sullo stato di benessere generale.

Le numerose tecniche di ginnastica vengono utilizzate come un eccellente metodo riabilitativo, quindi di cura, ma sono per lo più importanti per la prevenzione di malattie e per il mantenimento dei risultati raggiunti dopo la fase acuta e più in generale per il mantenimento dello stato di benessere di una persona.

Mobilità, postura corretta e trofismo muscolare sono le tre parole chiave su cui si basa la metodologia di lavoro, rivolta alla riduzione dei difetti di portamento nei bambini, negli adolescenti e negli adulti, alla rieducazione motoria e alla ginnastica antalgica per la schiena.

Le indicazioni della ginnastica sono: cervicalgia, dorsalgia, lombalgia, ernie discali, artrite reumatoide, cifosi, scoliosi, pre e post chirurgia della colonna vertebrale.

Per una corretta ginnastica medica è fondamentale l'analisi e la correzione della postura, che vengono effettuate con protocolli personalizzati e monitorate da regolare controllo medico specialistico in modo da valutarne costantemente l’evoluzione.

Ginnastica posturale

Specificità e personalizzazione sono le due parole chiave su cui si basa la nostra metodologia di ginnastica orientata prevalentemente alla rieducazione motoria, alla ginnastica antalgica, al riequilibrio posturale, al recupero della coordinazione e al riconoscimento propriocettivo.

Più in generale l’attività motoria in palestra è indirizzata all’analisi e correzione della postura in atteggiamenti scorretti, siano questi sviluppati come compensi secondari a patologie primarie, siano strutturati quali per esempio la scoliosi e il dorso curvo.

Ricercare la postura corretta non significa solamente migliorare l’estetica del proprio corpo, ma anche e soprattutto prevenire algie, degenerazioni strutturali precoci e spesso risolvere in maniera definitiva patologie cronicizzate, oltre che migliorare le performance quotidiane, lavorative e sportive, in una parola la qualità di vita.

Ginnastica correttiva

Particolare attenzione e continuo aggiornamento sono rivolti alla rieducazione posturale, funzionale e propriocettiva dei bambini e adolescenti con dismorfismi vertebrali, quali cifosi e scoliosi.

Più in generale l’attività motoria in palestra per i bambini e adolescenti è indirizzata all’analisi e correzione della postura statica e dinamica, con o senza corsetto, in tuti i quadri di paramorfismi o dismorfismi: ipercifosi (dorso curvo), ipocifosi (dorso piatto), iperlordosi lombare, scoliosi monolaterale o a doppia curva, asimmetrie del bacino, valgismo o varismo delle ginocchia, piede piatto o cavo.

In questa delicata e particolare attività i soggetti vengono seguiti singolarmente con protocolli personalizzati e monitorati da regolare controllo medico specialistico in modo da valutarne costantemente l’evoluzione.

Rieducazione Propriocettiva (con pedana computerizzata Pro-Kin)

La rieducazione propriocettiva può essere definita come la rieducazione dei movimenti integrati, coordinati e complessi e rappresenta la capacità del sistema nervoso centrale di percepire la posizione del corpo e delle sue parti, nonché della contrazione muscolare e del movimento nello spazio, dei diversi distretti corporei (cinestesia), anche senza l'apporto della vista.           

La rieducazione propriocettiva consiste in esercizi di equilibrio utilizzando dei piani di appoggio stabili o instabili (tavolette di varie forme e dimensioni, pedane computerizzate) i quali servono a dare sollecitazioni multiple all’arto che su di essi viene appoggiato.

Il trattamento propriocettivo non è impostato fine a se stesso, ma considerando il paziente come parte di un sistema. Vengono immaginate e simulate le situazioni più svariate in cui un paziente si trova ad agire nella vita reale, anche con l’aiuto di ausili speciali e, nel caso particolare di un'atleta, vengono proposte tutte quelle situazioni alle quali viene sottoposto durante la sua attività.

La rieducazione propriocettiva è indispensabile per proteggere le articolazioni da carichi eccessivi e prevenire le lesioni recidive. L’esempio più ricorrente è la distorsione di caviglia, dove l’obiettivo riabilitativo consiste sia nel “rinforzare” le strutture legamentose articolari sia nel riprendere una normale attività motoria e un’ottimale attività lavorativa o sportiva sia infine per ridurre le probabilità di una nuova distorsione, evento più frequente in chi ha dei precedenti.

Analisi del cammino

L’analisi del cammino consiste in una serie di osservazioni della camminata umana, con un occhio esperto e l’ausilio di una strumentazione adeguata. Nel cammino le gambe ripetono una sequenza di movimenti che portano avanti il corpo mantenendo un assetto stabile. Ogni sequenza si sviluppa in una serie d’interazioni tra i vari segmenti degli arti inferiori e la massa totale del corpo. Durante il cammino, un arto serve  come supporto mentre l’altro avanza in un nuovo sito di supporto, poi i due arti inferiori invertono i ruoli e l’arto che era stabile diventa mobile, mentre l’arto mobile diventa stabile.

Una singola sequenza per un arto è chiamato ciclo del passo (gait-cycle). Il momento del contatto col suolo è facilmente osservabile, per cui questo evento è stato scelto come inizio del ciclo del passo. Normalmente le persone iniziano il contatto con il suolo appoggiando il tallone (heel strike, colpo di tacco). Ogni ciclo del passo è diviso in due periodi; la fase d’appoggio (stance) e la fase d’oscillazione(swing).  Ogni ciclo inizia e termina con entrambe i piedi a contatto con il terreno, mentre a metà ciclo solo un piede tocca il terreno e l’altro  è  sempre sul suolo.

Il ciclo del passo si può quindi dividere in tre intervalli: Fase iniziale di doppio appoggio o carico; Supporto o carico su una sola gamba; Fase terminale di doppio appoggio. Approssimativamente la fase di appoggio occupa il 60% del ciclo del passo, mentre il 40% è costituito dalla fase di oscillazione. Bisogna notare che l’appoggio su un solo arto corrisponde all’oscillazione dell’altro e avviene due volte nello stesso periodo.

Gli intervalli del ciclo del passo sono suddivisi complessivamente in otto fasi funzionali. La combinazione di queste otto fasi assolve tre compiti basilari che sono: il carico del peso, il sostegno su un solo arto, la progressione dell’arto.

Il primo intervallo - Carico del peso o Fase iniziale di doppio appoggio – comprende due fasi: la prima fase in cui il piede tocca il terreno e l’altra gamba è alla fine della fase d’appoggio; la seconda fase, con la reazione al carico e l’inizio del periodo di doppio appoggio che comincia con il contatto iniziale del suolo e continua fino a che l’altra gamba non si solleva per l’oscillazione.

Il secondo intervallo - Supporto su un solo arto - si compone di ulteriori due fasi: la terza fase di medio carico, in cui la gamba che sostiene il peso avanza sul piede stabile e contemporaneamente l’arto opposto, avanzando, si trova a metà della fase d’oscillazione; la quarta fase, di carico terminale, quando il tallone della gamba che sostiene il peso si alza e l’arto avanza sull’avampiede che oscilla, mentre l’altra gamba è nella fase terminale d’oscillazione.

Il terzo intervallo - Avanzamento dell’arto o Fase terminale di doppio appoggio – prevede le successive e ultime quattro fasi: la quinta fase, di pre-oscillazione, con trasferimento del peso o di rilascio del peso, è la fase terminale dell’intervallo di doppio appoggio del ciclo del passo; la sesta fase, di inizio dell’oscillazione, che inizia con il piede che si alza dal suolo e termina con l’oscillazione del piede sull’altra gamba portante; la settima fase, di oscillazione media, comincia con la gamba oscillante in avanti, l’avanzamento dell’arto anteriore  porta il peso del corpo in avanti, mentre l’altra gamba è nell’ultima parte del medio appoggio; l’ottava fase, di fine dell’oscillazione, che inizia con la tibia verticale e finisce quando il piede colpisce il terreno, mentre l' avanzamento dell’arto è completato e la gamba si muove avanti sulla coscia e l’altra gamba è al termine della fase di carico.

Ginnastica tonificante

La tonicità muscolare potrebbe sembrare, anche alla luce delle ultime tendenze della moda e della società, un problema prevalentemente estetico, trascurando il vero valore di un muscolo tonico nel nostro corpo nello svolgere innumerevoli attività quotidiane, lavorative e sportive.

Per tonificazione si intende il raggiungimento di un miglior tono per mezzo della resistenza progressiva. Dal punto di vista puramente anatomico e fisiologico i muscoli definiti tonici sono quelli di sostegno, che permettono di mantenere una corretta postura e quindi proteggono da problemi e dolori.

L’obiettivo è tonificare in modo armonico tutti i muscoli per evitare disequilibri che potrebbero determinare scompensi posturali e, con il passare del tempo, anche dolori. La nostra priorità assoluta quindi è che un muscolo lavori al meglio in coordinazione con gli altri e che non sia necessariamente grosso.

L’esempio lampante è la persona giovane che vuole sviluppare i muscoli pettorali in modo indiscriminato senza tener conto di cosa questo comporta dal punto di vista funzionale. Si svilupperà un compenso con spalle interiorizzate, intraruotate e ipotonia dei muscoli dorsali. Per questo i professionisti del settore devono rispettare un equilibrio che sia anche funzionale già nei soggetti sani.

Per ottenere e conservare nel tempo una buona tonicità muscolare e forma fisica, è necessario associare la ginnastica aerobica, con una serie di esercizi mirati e regolari, decidendo una frequenza sulla base delle capacità e aspettative individuali. Per ottenere buoni risultati all’inizio possono essere sufficienti, se costanti, tre sedute settimanali di venti minuti.

Ginnastica dimagrante

La ginnastica dimagrante è sicuramente una delle forme di allenamento più comuni se non altro perché l’esigenza di perdere peso è quella che più tipicamente inizia le persone alla pratica dell’attività fisica. La ginnastica dimagrante non identifica in realtà un allenamento specifico ma indica più genericamente tutte quelle attività motorie che risultano più efficaci per aiutarci a dimagrire; possiamo quindi definire come dimagranti tutte quelle forme di ginnastica che prevedano un certo dispendio di energie e che sono tipicamente quelle di tipo aerobico.

Perché l’attività fisica possa definirsi aerobica è necessario che preveda un determinato sforzo per un periodo di tempo sufficientemente lungo, per cui si deduce - per esempio - che tutta l’attività di pesistica non può essere definita realmente dimagrante in quanto di tipo anaerobico, cioè prevede sforzi importanti ma concentrati in un breve periodo di tempo.

Da questo si deduce che le forme di ginnastica dimagrante più comunemente utilizzate sono quelle che prevedono un gran dispendio energetico e una durata degli allenamenti generalmente superiore ai 20 minuti, come la corsa o la bici. Anche camminare può essere considerata una forma di ginnastica dimagrante a patto che la camminata sia fatta a passo sufficientemente sostenuto (è il caso del così detto fitwalking)

I benefici della ginnastica dimagrante sono tanti e vanno oltre l’aspetto meramente estetico, certamente un fisico più snello e asciutto è il primo motivo per cui le persone si accostano ad una ginnastica di tipo dimagrante, tuttavia essendo, come accennato, sostanzialmente attività di tipo aerobico queste hanno effetti benefici su tutto l’apparato cardiocircolatorio. Inoltre aiutandoci a tenere il peso sotto controllo la ginnastica dimagrante previene efficacemente l’obesità e, di conseguenza, gran parte delle patologie ad essa correlate.

Un programma di allenamento dimagrante serio ed efficace deve rispettare tre fondamentali regole: allenarsi intensamente ma con moderazione, senza incorrere nel sovrallenamento; selezionare sempre esercizi che consentano di impiegare più gruppi muscolari contemporaneamente; associare una corretta e adeguata alimentazione. A questo proposito è bene effettuare una visita dietologica prima di iniziare gli allenamenti. Nel frattempo qualche piccolo consiglio può essere quello di: suddividere i pasti in 5-6 giornalieri ogni tre ore; aumentare il quantitativo proteico giornaliero; diminuire gli zuccheri raffinati e i grassi saturi e sostituirli con carboidrati a basso/medio indice glicemico e grassi mono e polinsaturi, come cibi integrali, frutta, verdure, olio extravergine d'oliva, noci o mandorle; infine bere da un litro e mezzo a due litri di acqua al giorno.

Orari d’apertura

Fisiodelta è aperto:
dal lunedì al venerdì
dalle ore 8 alle ore 20
sabato 9-13

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